
Programma condiviso per la città di Messina
Mobilità ciclabile dove ha senso
Stop alle piste ciclabili nel centro congestionato e lungo strategiche strade cittadine. Sfruttiamo percorsi naturalistici, linee ferroviarie dismesse e aree verdi, valorizzando il cicloturismo e le bellezze dei nostri territori
Nuovo percorso tram
30 milioni di euro destinati alla riqualificazione della linea tranviaria rischiano, di trasformarsi in uno spreco di denaro pubblico, se non vengono affrontati i problemi strutturali che l’attuale tracciato ha già dimostrato di generare. In particolare, due aree della città, hanno subito negli anni pesanti ripercussioni economiche e di vivibilità a causa del tram: Zona Provinciale; Via Vittorio Emanuele II – Cortina del Porto. Nuovo percorso zona Provinciale: Il tram, scendendo da Villa Dante, imbocca via San Cosimo, prosegue fino a via La Farina e da lì corre fino a via Bonino. Nuovo percorso lungo la Cortina del porto: Spostare la linea tranviaria lato mare.
Torrenti coperti, sicurezza prima di tutto
I parcheggi sopra i torrenti coperti sono un potenziale rischio idraulico e sismico.
Vanno eliminati e realizzati nelle aree in adiacenza. Ad esempio anziché lungo il torrente Zaera, nella limitrofa area dell’ex Ospedale militare; il parcheggio sopra il torrente Giostra va previsto nell’area dell’ex Ospedale Mandalari; quello sopra il torrente Papardo va realizzato nella adiacente area di villa Roberto attraverso un’adeguata integrazione paesaggistica che coniughi verde con parcheggi. Ciò al fine di prevenire la formazione di isole di calore. Soluzioni queste che consentono di preservare la sicurezza idraulica e strutturale, garantendo al contempo la funzionalità dei parcheggi e la tutela del territorio urbano.
Via gli “imbuti” del traffico
Le piste ciclabili, dove oggi restringono e strangolano la viabilità come ad esempio lungo il Viale San Martino, vanno rimosse, perché mal progettate. Traffico più sicuro e fluido equivale a più sicurezza, meno inquinamento e aria più pulita.
Difendiamo gli alberi veri
No a tagli inutili di alberi ultradecennali e delle alberature ed essenze caratteristiche dei luoghi. Sì a grandi polmoni verdi nelle aree dismesse quali ex Sanderson, ex discarica di Portella Arena, zona Falcata, superfici in precedenza interessate da incendi. Piantare micro-alberi nelle vie strette non abbatte la CO₂ distrugge solo parcheggi.
Il parcheggio “Il Fosso” va reso definitivo
Trasformazione in parcheggio multipiano strutturale.
Solo così possiamo davvero rendere pedonale il cuore commerciale della città.
Collegamenti paralleli alle vie principali cittadine per eliminare code
Creazione di collegamenti tra vie parallele al Viale San Martino e Via La Farina, per garantire maggiore fluidità del traffico. Una soluzione semplice per evitare ingorghi nord-sud.
Trasporto pubblico “a pettine”
Più collegamenti monte–valle, integrati con Metroferrovia e Metromare. Niente doppioni del tram va ottimizzato ciò che già abbiamo.
ZTL equilibrata No alla chiusura totale del centro. Sì a ZTL nel centro storico, in villaggi balneari (es. Torre Faro), con orari e periodi definiti.
Villaggi sicuri nelle vallate
Urbanizzazione primaria, difesa idrogeologica, infrastrutture. Chi vive nelle periferie merita sicurezza e servizi.
La nostra costa è un tesoro
54 km di litorale da valorizzare col PUDM. Regole chiare per lidi e attività economiche, senza togliere libertà ai residenti.
Riqualificazione della zona Falcata
Incentivare il ritorno della cantieristica navale, storico comparto dell’industria messinese, creazione di un polo turistico ricettivo con strutture e servizi legati alla nautica da diporto e annesso porticciolo da realizzare nella rada San Francesco.
Riduzione delle società partecipate
Necessario ridurre il numero delle partecipate diventate il fulcro del più becero clientelismo. Plastica dimostrazione del fallimento del modello di privatizzazione che va avanti dagli anni 90 in tutta Italia. Le partecipate devono ritornare sotto la sfera di controllo dell’Amministrazione Comunale e del civico consesso, non solo attraverso le nomine dei cda e dell’approvazione dei bilanci, ma in tutte le più importanti scelte decisionali amministrative e finanziarie.
Decentramento
Dare più responsabilità e coperture finanziarie alle circoscrizioni, vero punto di riferimento della cittadinanza che trova in loro la possibilità di far presente le reali necessità del territorio così da poter agire nell’immediato.
No al ponte a queste condizioni
Alla luce dell’attuale impostazione progettuale del Ponte sullo Stretto e delle relative opere connesse, risulta impossibile garantire una gestione efficace e sostenibile della città per l’intero periodo previsto dei lavori. L’entità e la complessità dell’intervento comporterebbero inevitabili impatti sul tessuto urbano, sulla viabilità e sulla qualità della vita dei cittadini, con effetti stimabili, nella migliore delle ipotesi, per un arco temporale di oltre dieci anni. Qualora la realizzazione dell’opera dovesse effettivamente procedere, si ritiene indispensabile l’istituzione di una task force dedicata, affiancata al Sindaco e dotata di adeguate risorse e poteri operativi, al fine di mitigare i disagi, affrontare tempestivamente le criticità e gestire le situazioni di emergenza che dovessero verificarsi durante l’esecuzione dei lavori. Solo attraverso una governance locale forte, coordinata e trasparente sarà possibile tutelare la città, i cittadini e il territorio nelle diverse fasi di realizzazione dell’opera.
Beni culturali, paesaggistici e promozione turistica
Censire l’immenso patrimonio messinese, impensabile che ancora oggi luoghi come la Badiazza o i colli San Rizzo sino chiusi o fruiti solo per scampagnate pasquali e primaverili. Bisogna creare le condizioni per incentivare la creazione di strutture ricettive specialmente sulla riviera nord oggi regno solo di lidi che tutto creano se non disagi e lavoro precario.
Progetto culturale per Messina e il suo territorio comunale
Si propone il passaggio da una cultura della cementificazionea una cultura della conservazione, del restauro, del riuso e della fruizione pubblica del patrimonio storico e paesaggistico di Messina. Si prevede un vasto programma di recupero urbano ed extraurbano, il restauro di borghi, fortificazioni, chiese, fontane e complessi monumentali, insieme alla creazione di nuovi poli museali dedicati alla storia, all’arte e alle tradizioni cittadine. Include inoltre il rientro a Messina di documenti e opere trafugate nei secoli e la realizzazione di grandi eventi culturali e mostre di richiamo internazionale. L’obiettivo è rigenerare la città valorizzando identità, memoria e turismo culturale.
I villaggi, un modello Riace per la rinascita
Villaggi come le Masse, Molino, Altolia e altri sono praticamente abbandonati. Bisogna creare le condizioni affinché questi centri fantasma possano ritornare a vivere attraverso un modello di accoglienza e integrazione.
Riqualificare gli spazi comunali
Per i giovani si propone di riqualificare gli spazi comunali inutilizzati per creare centri giovanili aperti tutto il giorno, con aule studio, coworking e laboratori culturali e digitali anche nelle periferie. Promuovere un’offerta culturale diffusa e itinerante, capace di valorizzare l’identità di Messina e distribuire i flussi serali nei diversi quartieri. Avviare un modello di gestione partecipata della vita notturna tramite un Tavolo per la Vivibilità e la Notte, riunioni periodiche e forum aperti alla cittadinanza, per monitorare le criticità, condividere soluzioni e progettare una città più inclusiva e vivibile.
Decoro urbano, manutenzione strade e dialogo con la cittadinanza
Garantire una manutenzione ordinaria e straordinaria programmata delle strade e dei marciapiedi, insieme a un’accurata pulizia periodica di tombini, caditoie e di tutte le infrastrutture deputate al corretto deflusso delle acque meteoriche. Solo così si possono evitare nuove e imbarazzanti situazioni di allagamento, tutelando concretamente attività commerciali e cittadinanza. Ricollocare gli alberelli piantati nell’ambito dell’iniziativa “Forestame” dai margini della sede stradale ai marciapiedi, in modo da garantire una corretta sistemazione del verde urbano e, contestualmente, ottimizzare il numero dei posti auto disponibili. Mantenere un dialogo costante e trasparente con la cittadinanza, che potrà segnalare problematiche, idee e suggerimenti. Un approccio partecipativo che intende andare in controtendenza rispetto all’attuale amministrazione, spesso poco attenta alle reali esigenze della comunità.
Fragilità sociali
Si ritiene indispensabile il potenziamento dei servizi sociali comunali attraverso Sportelli unici per facilitare l’accesso a bonus, agevolazioni, sostegni; maggiore coordinamento tra istituzioni e terzo settore. Nonché il recupero di immobili comunali inutilizzati per finalità abitative; il sostegno all’housing sociale e il potenziamento delle misure anti-sfratto e dei contributi affitto per chi ne ha diritto. Così come è necessario attuare agevolazioni sui trasporti per famiglie e cittadini in situazioni di fragilità economica e azioni concrete per la riduzione delle barriere architettoniche. Centri di quartiere aperti a famiglie, studenti, anziani, persone sole e programmi di volontariato civico e reti di solidarietà territoriale nonché attività culturali e ricreative accessibili ai meno abietti.
Mercati rionali
I mercati rionali coperti rappresentano un’infrastruttura urbana fondamentale sotto il profilo economico, sociale e ambientale. Strutture esistenti come il Mercato Muricello, oggi in uno stato di grave abbandono, devono essere rifunzionalizzate e restituite alla città, trasformandole in poli attivi di commercio locale, aggregazione sociale e rigenerazione urbana. Parallelamente, è necessario realizzare nuovi mercati coperti in altri quartieri della città, con una distribuzione equilibrata sul territorio, per favorire la filiera corta e i prodotti locali a km 0; sostenere i piccoli produttori agricoli e artigiani del territorio; ridurre l’impatto ambientale legato alla logistica e ai trasporti; garantire ai cittadini accesso a cibo sano, tracciabile e di qualità; creare luoghi di socialità, presidio urbano e sicurezza diffusa. I mercati coperti devono diventare spazi multifunzionali, integrati con servizi culturali, educativi ed enogastronomici, in una logica di sostenibilità, inclusione e sviluppo economico locale.
Negozi di prossimità
Va incentivato e favorito il piccolo commercio locale, quale presidio economico, sociale e urbano fondamentale per la vitalità dei quartieri. Il commercio di prossimità contribuisce alla coesione sociale, allasicurezza diffusa, allariduzione degli spostamentie allavalorizzazione delle produzioni locali. L’Amministrazione deve mettere in campo politiche attive per sostenere botteghe storiche e attività di vicinato; favorire l’insediamento di nuove microimprese locali; contrastare la desertificazione commerciale dei quartieri; integrare il piccolo commercio con mercati rionali coperti, filiere corte e prodotti a km 0. Il rafforzamento del commercio locale rappresenta una scelta strategica per uno sviluppo urbano sostenibile, inclusivo e resiliente.
Galleria Vittorio Emanuele e Galleria INPS di via Argentieri
La Galleria Vittorio Emanuelee laGalleria INPS di via Argentieri devono essere oggetto di un intervento organico di riqualificazione urbana, architettonica e funzionale, finalizzato a restituire piena vitalità a due spazi storici e strategici del centro cittadino. La riqualificazione dovrà prevedere il recupero e la valorizzazione del patrimonio architettonico; il rilancio del commercio di prossimità e delle attività artigianali; l’insediamento di funzioni culturali, espositive e sociali; il miglioramento della sicurezza, dell’accessibilità e della fruibilità degli spazi; l’integrazione con i percorsi urbani, turistici e commerciali del centro storico. Le gallerie devono tornare a essere luoghi vivi, attrattivi e inclusivi, non semplici spazi di passaggio, ma veri poli di aggregazione urbana.
Energie rinnovabili e risparmio delle risorse
È necessario promuovere una installazione diffusa di impianti solari di comunità nei Villaggi, finalizzata alla riduzione della spesa energetica collettivae al contrasto della povertà energetica. Tali impianti, basati su modelli di comunità energetiche rinnovabili (CER), consentono la condivisione dell’energia prodotta tra cittadini, attività locali ed edifici pubblici. Parallelamente, va prevista la realizzazione di vasche e sistemi per la raccolta e il riuso dell’acqua piovana, da destinare a irrigazione pubblica e agricola urbana; manutenzione del verde e delle aree attrezzate; riduzione dei consumi idrici potabili e della pressione sulla rete. In un’ottica di innovazione e sicurezza infrastrutturale, è inoltre strategica la creazione di micro-reti energetiche locali, capaci di aumentare l’autonomia energetica dei quartieri; migliorare la resilienza in caso di blackout o eventi estremi; integrare produzione rinnovabile, accumulo e gestione intelligente dei consumi. Queste azioni concorrono a costruire una città più sostenibile, autonoma e resiliente, riducendo i costi per la collettività e rafforzando il ruolo attivo delle comunità locali.
Economia circolare e riciclo avanzato
È necessario procedere al potenziamento delle isole ecologiche di Villaggio, dotandole di sistemi avanzati di raccolta, selezione e tracciabilità in grado di consentire il recupero fino all’80% dei materiali conferiti. Parallelamente, va promosso lo sviluppo delle filiere locali di trasformazione della raccolta differenziata, affinché i rifiuti diventino materie prime seconde, riducendo i costi di smaltimento e generando nuova occupazione qualificata; valore economico e industriale locale; maggiore autonomia del sistema di gestione dei rifiuti. È inoltre strategica l’introduzione di tecnologie per il riciclo spinto, il trattamento delle frazioni residuali e la riduzione drastica dei conferimenti in discarica, in coerenza con i principi dell’economia circolare e con gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale. Queste azioni permettono di trasformare la gestione dei rifiuti da costo strutturale a leva di sviluppo, innovazione e lavoro, migliorando al contempo la qualità ambientale e urbana della città.
Incentivi alla cittadinanza attiva e alle attività produttive
Va introdotto il baratto amministrativo come strumento strutturale di collaborazione tra cittadini, attività economiche e Amministrazione comunale. Il meccanismo consentirà a residenti, associazioni e imprese che si rendono disponibili a svolgere servizi di pubblica utilità, quali pulizia urbana, piccola manutenzione, cura del verde, decoro degli spazi pubblici e supporto civico, di ottenere sgravi sulla TARI; agevolazioni sull’IMU, nei limiti consentiti dalla normativa; riduzioni o esenzioni sull’occupazione di suolo pubblico. Il baratto amministrativo rafforza il senso di comunità, migliora il decoro urbano e contribuisce a una gestione più efficiente e condivisa della città. Parallelamente, vanno attivati programmi di promozione dei luoghi, delle arti, dei mestieri e delle tradizioni locali, con l’obiettivo di valorizzare le eccellenze dei singoli Villaggi; sostenere artigianato, cultura e identità territoriale; favorire microeconomie locali e turismo di prossimità; rafforzare l’attrattività sociale e culturale dei quartieri. Queste azioni concorrono a costruire una città partecipata, solidale e identitaria, in cui i Villaggi tornano a essere protagonisti dello sviluppo urbano.
Crescita occupazionale e sviluppo economico diffuso
Si ritiene indispensabile attuare un insieme coordinato di azioni finalizzate a generare nuove opportunità di lavoro nei Villaggi; sostenere la nascita e il consolidamento di micro-imprese e cooperative locali; ridurre i costi per cittadini e attività economiche, in particolare su energia, rifiuti e servizi; migliorare la vivibilità complessiva dei quartieri e, di conseguenza, dell’intera città. Tali azioni devono essere integrate in una visione unitaria di sviluppo locale sostenibile, capace di coniugare inclusione sociale, economia di prossimità, tutela ambientale e qualità urbana, restituendo centralità ai Villaggi come motori di crescita e coesione territoriale.
Riqualificazione del Water Front Sud
Va restituito ai cittadini un tratto di mare oggi sottratto da ex aree industriali, ferroviarie e logistiche oramai abbandonate e portata avanti una vera rigenerazione urbana del Water front Sud, con un impatto diretto su sostenibilità, sviluppo economico, qualità della vita e turismo. Obiettivi principali della riqualificazione costiera a sud è quello di creare un affaccio al mare continuo per diversi chilometri, oggi del tutto assente; realizzare spiagge attrezzate, percorsi pedonali, lidi, ristorazione, attività commerciali a km zero, valorizzando la costa come avviene in altre città; offrire ai cittadini un nuovo spazio di balneazione urbana, facilmente raggiungibile e integrato con il trasporto pubblico; riqualificare un’area oggi degradata e riconvertirla in polo turistico, sportivo e ricreativo; attirare investimenti e favorire nuova occupazione. La realizzazione della nuova strada costiera Don Blasco, unita a energie rinnovabili nei Villaggi, economia circolare avanzata, baratto amministrativo e sgravi fiscali, parcheggi strategici, valorizzazione del commercio e delle spiagge, crea un modello di città sostenibile, più vivibile, più giovane, più produttiva. È una visione di sviluppo che migliora la qualità di vita; aumenta l’occupazione; rende Messina una città attrattiva e moderna; restituisce il mare ai cittadini.
Museo del Fango
Il Museo del Fango (Mud Museum) deve tornare operativo nelle Città di Messina. Nato nel 2009, a ridosso della tragedia che il 1° ottobre aveva colpito Giampilieri e altri villaggi limitrofi, il Museo del Fango è erede del Progetto Kalò Nerò (1995/1999), il festival delle arti che segnò uno sviluppo artistico, culturale ed economico della costa jonica messinese, dando vita, sempre sotto la direzione di Michele Cannaò, fra le tante iniziative promosse alla creazione del Piccolo Teatro della Scaletta (Scaletta Zanclea) e alla Masseria Re Enzo (S. Teresa di Riva). Due realtà che hanno visto la presenza sul territorio di grandi artisti, e un conseguente indotto economico attraverso il teatro e la crescita culturale e professionale dei giovani che vi hanno lavorato. Nel 2009 il Mud Museum raccolse la sfida e, assieme alle migliori forze locali, e non, iniziò ad operare costruendo un possibile futuro, soprattutto in sinergia con il Genio Civile. Fu un lavoro instancabile fino al 2015, anno in cui si interruppe quest’esperienza. Oggi che si prospetta una nuova fase e per tale motivo, il Museo del Fango dovrà rivivere e riprendere la sua missione che era quella di portare l’arte la cultura il teatro nei villaggi nelle periferie dimenticate e in tutti quei luoghi dove le istituzioni sono state colpevolmente assenti.
L’arte come bellezza e riscatto sociale: il modello Antonio Presti
Il progetto che per una vita Antoni Presti ha incarnato, portare l’arte nei margini, nei quartieri dimenticati, nei “non luoghi”, deve essere oggi riproposto con rinnovata urgenza.
Messina ne è ricca. Spazi anonimi, periferie svuotate di senso, luoghi dove l’uomo passa ma non vive. È lì che la bellezza deve tornare a farsi strumento civile, pedagogico, sociale. Non per decorare, ma per trasformare. Non per stupire, ma per educare alla cura. Fare in modo che l’arte entri nella vita quotidiana e restituisca dignità alle persone, ai luoghi, alle relazioni. Solo così la bellezza potrà davvero salvare l’umanità: non come privilegio per pochi, ma come condizione condivisa, accessibile, popolare.
Coworking ex Ospedale Oncologico di Sperone
Il progetto di rigenerazione urbana e coworking dell’ex Ospedale Oncologico di Sperone mira a restituire alla città di Messina uno spazio strategico oggi in uno stato di abbandono, trasformandolo in un hub di coworking pubblico e civico. L’intervento intende coniugare lavoro, innovazione, inclusione sociale e sostenibilità ambientale, dando vita a un polo di sviluppo locale aperto a anziani, giovani, professionisti, startup, associazioni e imprese sociali. La rigenerazione dell’immobile persegue i seguenti obiettivi integrati, recupero e valorizzazione di un bene inutilizzato; sviluppo economico locale e creazione di occupazione qualificata; promozione dell’innovazione sociale e digitale; rafforzamento dell’inclusione e della coesione territoriale, con particolare attenzione ai giovani e alle categorie fragili e agli anziani; miglioramento della sostenibilità ambientale ed energetica; consolidamento del capitale civico e partecipativo della città di Messina. Vi saranno postazioni coworking flessibili, uffici condivisi e studi professionali, sale riunioni modulari, spazi per smart working pubblico/privato. Coinvolgimento del Comune di Messina, Università e scuole, Associazioni e comitati civici, Cooperative e imprese sociali. Funzioni principali del coworking sarà l’inserimento di residenze temporanee integrate rivolte a anziani autosufficienti; studenti universitari e tirocinanti; persone senza fissa dimora inserite in percorsi di reinclusione; cittadini con bisogni abitativi temporanei (lavoratori precari, separati, emergenza casa). Il modello si basa su un sistema di abitare collaborativo e solidale, con alloggi a canone calmierato, spazi comuni condivisi e servizi di accompagnamento sociale, in stretta connessione con le funzioni di coworking, formazione e comunità.
Realizzazione di un parco urbano nell’area del Demanio Militare di Campo Italia
L’area di Campo Italia, ricadente nel demanio militare e situata in una zona collinare strategica della città di Messina, versa attualmente in uno stato di totale abbandono e degrado. Tale condizione rappresenta un fattore di rischio ambientale, sociale e paesaggistico, ma al tempo stesso offre una rilevante opportunità di rigenerazione urbana e ambientale. Il presente progetto propone la rifunzionalizzazione dell’area come parco urbano pubblico, restituendola alla cittadinanza attraverso un processo di recupero sostenibile, sicuro e partecipato. Obiettivi del progetto sono il Recupero e valorizzazione di un’area oggi inutilizzata del demanio militare, la creazione di un parco urbano collinare accessibile e inclusivo, il miglioramento della qualità ambientale e paesaggistica, il afforzamento della sicurezza urbana e del presidio sociale, mitigazione del rischio idrogeologico e incendi boschivi e incremento della coesione sociale e del benessere collettivo. Il Parco urbano di Campo Italia è concepito come una infrastruttura verde pubblica, capace di svolgere funzioni ambientali, sociali e di protezione del territorio. Non un semplice spazio ricreativo, ma un presidio ecologico e civico, in grado di riconnettere la città con il suo sistema collinare. Si prevede la messa in sicurezza e bonifica con la pulizia e rimozione dei rifiuti, messa in sicurezza dei versanti, ripristino della percorribilità, recupero del verde esistente, piantumazione di essenze autoctone mediterranee, creazione di fasce tagliafuoco naturali e aree ombreggiate e prati naturali. Inoltre verranno previsti percorsi pedonali e ciclopedonali, aree di sosta e belvedere panoramici, spazi per attività motorie leggere, aree didattiche e naturalistiche, nonché spazi per eventi all’aperto, attività educative ambientali e percorsi di cittadinanza attiva e volontariato. Ovviamente andrà fatto un accordo Istituzionale Ministero della Difesa / Agenzia del Demanio, Comune di Messina con il coinvolgimento di associazioni ambientaliste, comitati civici scuole e università attraverso un modello di gestione condivisa e partecipata.
Riorganizzazione servizi socio-sanitari e di assistenza
Attualmente, i servizi di assistenza e i percorsi socio-sanitari sul territorio sono erogati in modo frammentato, distribuiti tra enti comunali e organismi provinciali o territoriali. Sebbene questa struttura sia stata pensata per rispondere alle esigenze locali secondo il principio di prossimità, un’analisi approfondita evidenzia una scarsa collaborazione interistituzionale e, in molti casi, la sovrapposizione di figure professionali preposte all’assistenza, con conseguenti inefficienze che ricadono direttamente sull’utente finale. Per superare queste criticità, si rende necessaria una riorganizzazione che migliori la qualità e l’efficacia dei servizi a livello capillare. Noi prevediamo l’integrazione dei servizi in due aree principali, quella dei servizi sociali e quella dei servizi socio-sanitari. Queste aree dovranno operare in stretta sinergia con l’ASP, con i Medici di Medicina Generale e con l’Amministrazione Comunale, in modo da garantire un’assistenza continua e coordinata. Particolare attenzione deve essere riservata ai familiari e ai caregiver, che spesso si trovano a gestire più fragilità contemporaneamente. Il loro ruolo è fondamentale e richiede un sostegno concreto, sia sotto forma di consulenze multidisciplinari, sia attraverso strumenti di supporto pratico ed economico. In questo senso, la riorganizzazione mira a promuovere un approccio realmente centrato sulla persona, multidisciplinare, in linea con le nuove linee guida e con le indicazioni del Piano Sanitario Nazionale, che valorizzano l’assistenza di prossimità. Il Comune dovrà assumere un ruolo attivo nel favorire l’integrazione dei servizi, garantendo che diventino realmente interdisciplinari e accessibili. Tra le priorità operative, si segnalano in particolare la necessità di assicurare una copertura assistenziale sufficiente, con un numero adeguato di professionisti a contatto diretto con gli utenti, e di prevedere strumenti di sostegno economico, come fondi dedicati o tariffe calmierate, per le famiglie che assistono malati gravi o cronici a domicilio. L’obiettivo finale è costruire un sistema di assistenza più efficiente, coordinato e vicino ai bisogni della persona, capace di valorizzare le professionalità coinvolte e di ridurre il peso che ricade sui familiari, rendendo i servizi del territorio realmente a misura di cittadino.
SOLIDARIETÀ, DIRITTI E DIGNITÀ
Una città che non lascia indietro nessuno e non resta in silenzio
Una città giusta non si misura solo dalle opere che realizza, ma da come protegge i più deboli e da come
risponde alle ingiustizie, vicine e lontane.
La nostra visione è chiara: nessuno deve essere lasciato solo e una comunità non può voltarsi dall’altra
parte davanti alla sofferenza umana.
Viviamo un tempo segnato da crisi economiche, sociali e umanitarie che colpiscono le famiglie, i
lavoratori, i giovani e le fasce più fragili della popolazione. In questo contesto, il Comune deve tornare ad
essere un presidio di dignità, solidarietà e giustizia sociale, capace di intervenire concretamente e di
rappresentare una voce morale forte.
Un assessorato per agire, non per dichiarare
Istituiremo un assessorato alla Solidarietà e Inclusione Sociale, alla Pace, ai Diritti Umani e alla
Cooperazione Internazionale, che coordinerà tutte le iniziative di sostegno e aiuto concreto verso le
popolazioni civili colpite dai conflitti, a partire da Gaza, perché la nostra città non resterà indifferente e
sceglie di stare dalla parte dei diritti, della dignità e della vita.
Sarà una struttura operativa, non simbolica, capace di mettere in rete istituzioni, associazioni,
volontariato e cittadini, trasformando i valori in azioni concrete e misurabili.
Inclusione sociale e lotta alle fragilità
Metteremo al centro le persone:
- Sostegno alle famiglie in difficoltà economica
- Politiche attive contro la povertà e l’emarginazione
- Interventi concreti per disabili, anziani e soggetti fragili
- Contrasto al disagio abitativo e promozione del diritto alla casa
Una città cresce davvero solo se cresce tutta insieme. Nessuno deve essere lasciato indietro.
Solidarietà concreta e cooperazione
Promuoveremo iniziative concrete di solidarietà, raccolte fondi istituzionali, collaborazioni con
organizzazioni umanitarie e percorsi di accoglienza per i più vulnerabili.
La solidarietà non sarà uno slogan, ma un impegno quotidiano, capace di trasformarsi in aiuto reale,
trasparente e verificabile.
Cultura della pace e dei diritti - Costruiremo una comunità consapevole e partecipe:
- Progetti educativi nelle scuole su diritti umani e convivenza civile
- Eventi pubblici, dibattiti e momenti di confronto
- Coinvolgimento attivo del mondo associativo, culturale e del terzo settore
- Perché la pace non si proclama: si costruisce, ogni giorno, attraverso la conoscenza e il rispetto.
- Una città che prende posizione
- Il Consiglio comunale sarà chiamato a esprimere formalmente questa visione attraverso atti concreti, iniziative pubbliche e adesione a reti istituzionali per la pace e i diritti.
- Perché una città che difende i diritti ovunque nel mondo è una città che difende meglio anche i diritti dei propri cittadini.
- La nostra scelta
- Non basta amministrare.
- Serve coraggio.
- Serve visione.
- Serve scegliere da che parte stare.
- Noi scegliamo la dignità.
- Noi scegliamo la solidarietà.
- Noi scegliamo la vita.






