Sull‘opportunità di impegnare i Fondi del PNRR in modo diverso da quanto fatto dall’ Amministrazione Comunale, è giusto chiarire il concetto ni maniera chiara ed esaustiva, onde evirate fraintendimenti e presunte strumentalizzazioni.
Messina è una città ad altissimo rischio sismico, con un patrimonio edilizio in larga parte oltre la vita utile (50anni).
Di conseguenza, la priorità strategica dell’uso dei fondi PNRR avrebbe dovuto essere la sicurezza strutturale, non interventi secondari o solo estetici.
In particolare per quanto riguarda l’ Edilizia privata che ruolo doveva avere il Comune.
Il Comune non doveva “rifare le case”, ma poteva e doveva programmare un monitoraggio sistematico del patrimonio edilizio privato, per individuare gli edifici più vulnerabili, classificare il rischio (screening sismico di primo livello), creare una mappa delle priorità di intervento e poi usare il PNRR come leva, finanziando Verifiche, progettazioni, interventi di miglioramento o adeguamento sismico, soprattutto nelle zone più fragili.
Questo avrebbe prodotto sicurezza, prevenzione e riduzione del rischio, non spesa episodica.
Per gli Edifici pubblici e strategici già esistenti cosa andava fatto.
Gli edifici pubblici e strategici (per legge) sono Scuole, Ospedali, Caserme (Vigili del Fuoco, forze dell’ordine), sedi comunali, Strutture di protezione civile, c‘è già l’obbligo normativo di verifiche sismiche e adeguamento.
Quindi il Comune poteva e doveva usare il PNRR per adempiere a obblighi già previsti, e gli altri enti proprietari (ASP, Regione, Ministeri, Demanio, ecc.) potevano attivarsi autonomamente oppure coordinarsi con l’amministrazione comunale in un programma unitario di messa in sicurezza.
Qui non si parla di “scelte politiche”, ma di responsabilità istituzionale.
Per le Infrastrutture stradali cosa andava fatto.
Molte strade della città non sono semplici pavimentazioni, ma coperture di torrenti e alvei, con impalcati in cemento armato vecchi, ammalorati, mai adeguati sismicamente. Il problema non è l’asfalto, ma la sicurezza strutturale, il collasso in caso di sisma, il rischio combinato sisma + evento idrogeologico.
Anche qui il PNRR permetteva verifiche strutturali, consolidamenti, adeguamenti sismici, che avrebbero inciso direttamente sulla sicurezza urbana.
Quindi il Comune aveva una finestra storica per ridurre concretamente il rischio sismico della città, ma non ha impostato una strategia strutturale, programmata e coordinata.
Non è una critica generica è una critica di metodo, basata su obblighi di legge, rischio noto e strumenti finanziari disponibili.







Strafottenza della politica.