Questa mattina l’ingegnere Gaetano Sciacca, sollecitato da diverse segnalazioni di cittadini, ha effettuato un sopralluogo lungo il torrente Annunziata, per verificare direttamente le condizioni di un tratto interessato da lavori che, secondo quanto denunciato dai residenti, avrebbero prodotto conseguenze preoccupanti sul normale deflusso delle acque.
Nel tratto situato in prossimità di un ponte, l’attenzione si è concentrata in particolare sulla presenza di una rampa che restringerebbe la sezione destinata al passaggio dell’acqua, modificandone il naturale percorso verso valle e, quindi, verso il mare e sopratutto costruita in senso conttrario, e cioé a favore del senso di scorrimento dell’acqua!
Le immagini raccolte durante il sopralluogo mostrano uno stato dei luoghi che merita, secondo Sciacca, un’attenta verifica tecnica. Il restringimento del flusso avrebbe infatti contribuito ad aumentare la velocità e la forza dell’acqua in alcuni punti, con conseguenti fenomeni di erosione del tratto sottostante la strada.
«Non si può intervenire sui torrenti senza considerare il comportamento dell’acqua e gli effetti che determinate opere possono produrre nel tempo», è il senso della denuncia che arriva dal sopralluogo. La questione, secondo l’ingegnere, non riguarda soltanto il risultato estetico o funzionale dell’intervento, ma soprattutto la sicurezza del territorio e delle infrastrutture.
Il caso solleva inoltre interrogativi sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Se le opere realizzate dovessero effettivamente risultare tecnicamente inadeguate o aver aggravato le condizioni del corso d’acqua, si tratterebbe di un ulteriore esempio di risorse pubbliche investite in interventi che necessitano oggi di essere corretti o ripensati.
La vicenda riporta così al centro dell’attenzione uno dei temi più delicati per Messina: la prevenzione del rischio idrogeologico. Torrenti, vallate, erosione e manutenzione del territorio non possono essere affrontati soltanto dopo che si verificano le criticità. Servono progettazione, controllo dei lavori, manutenzione e una visione complessiva del comportamento delle acque.
Il sopralluogo di Sciacca nasce proprio dalle segnalazioni dei cittadini e punta ora a chiedere chiarezza sulle opere realizzate, sulle responsabilità progettuali ed esecutive e sulle verifiche effettuate prima e dopo l’intervento.
La domanda, in definitiva, è semplice: chi ha progettato e autorizzato questi lavori ha valutato correttamente gli effetti che il restringimento del corso d’acqua avrebbe prodotto sul territorio?
Per Sciacca e per i cittadini che hanno segnalato la situazione, è necessario dare una risposta documentata. Perché quando sono in gioco il dissesto, l’erosione e la sicurezza delle persone, gli errori non possono essere scoperti soltanto dopo che il territorio ne ha pagato le conseguenze.





