Falsi sondaggi, campagne denigratorie e diffamatorie attraverso i social, questa è la deriva antidemocratica che sembra animare questa campagna elettorale.
Oggi è apparso un sondaggio in rete (anche se in epigrafe chi l’ha pubblicato dice di non trattarsi di ciò) che basandosi su presunte analisi, sancisce un quadro ben preciso delle intenzioni di voto a Messina in merito al candidato sindaco.
Ricordiamo che inventarsi sondaggi politici (falsi sondaggi) non è legale in Italia, specialmente se diffusi al pubblico o durante campagne elettorali.
La creazione e la diffusione di sondaggi falsi o manipolati comporta gravi conseguenze amministrative e potenziali rischi penali.
Violazione delle regole AGCOM: I sondaggi politico-elettorali devono rispettare rigorose regole dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
Ogni sondaggio diffuso deve essere corredato da una “nota informativa” che indichi il soggetto realizzatore, il committente, il campione e la metodologia.
Se un sondaggio è inventato (i dati sono falsi o inesistenti), chi lo ha realizzato e chi lo diffonde rischia sanzioni amministrative pecuniarie molto elevate.
In sintesi, i sondaggi devono essere frutto di un’analisi statistica reale condotta da istituti accreditati, creare dati di fantasia è un illecito perseguibile.
Altrettanto preoccupante è la sistematica azione di un gruppo ben preciso di individui, che puntualmente, e in maniera maggiore non appena sono usciti articoli e servizi di stampa in merito alla discesa nell’agone politico del nostro candidato sindaco, usano toni prevaricatori e spesso diffamatori attraverso le piattaforme social, denigrando in maniera organizzata il nostro movimento e chi lo rappresenta.
Sembra quasi esserci una vera e propria regia occulta dietro questi commenti, uguali tra di loro in forma e contenuti.
In particolare abbiamo individuato un gruppo di utenti, spesso con profilo social non riconducibile a persone reali, attivo in maniera opposta su altre pagine di matrice politica, dove invece avvengono vere e proprie esaltazioni del candidato (vogliamo fortemente credere a sua insaputa).
A nostro modesto parere, i prodromi di un’associazione per delinquere finalizzata al turbamento della campagna elettorale.
Per questi gravissimi motivi abbiamo deciso di preparare un esposto all’autorità giudiziaria per identificare i responsabili e mettere fine a questi comportamenti, poiché la diffusione di notizie false o tendenziose (oltre che spesso volutamente denigratorie) che possano turbare l’ordine pubblico, specialmente durante elezioni, oltre ad integrare reati previsti dal Codice Penale rischia seriamente di incidere sul democratico svolgimento di queste elezioni.






