La replica ai “nonsense” di Nino Carreri

Leggendo il comunicato stampa del coordinatore Cittadino di Sud chiama Nord sorge una domanda molto semplice: Nino Carreri è forse un esperto di diritto elettorale o di diritto amministrativo?

La questione sollevata dal senatore Angelo Giorgianni non riguarda slogan politici né, tantomeno, “supercazzole”, ma valutazioni di carattere strettamente giuridico su una vicenda che coinvolge tempi, procedure e regole del sistema elettorale.

È opportuno chiarire anche un punto che nel comunicato viene volutamente confuso.

Angelo Giorgianni non ha mai parlato di truffa.
Ha semplicemente evidenziato un possibile problema giuridico, invitando a riflettere sui profili normativi della vicenda e auspicando che non si aprano in futuro contenziosi dagli esiti imprevedibili che potrebbero addirittura vanificare la competizione elettorale.

Diverso è il piano sul quale si è espresso Gaetano Sciacca, che ha formulato una valutazione politica, pienamente legittima nel confronto democratico.

Sono due piani distinti:
• quello giuridico, sollevato da Giorgianni;
• quello politico, espresso da Sciacca.

Confondere deliberatamente queste due dimensioni serve soltanto a spostare il dibattito dal merito delle questioni.

Peraltro, chi richiama la distinzione tra ordinamento regionale e nazionale in materia di autonomie locali farebbe bene a sapere che questa circostanza è perfettamente nota ed è stata attentamente valutata nelle analisi giuridiche formulate.
Proprio tenendo conto delle peculiarità dello Statuto della Regione Siciliana e delle competenze regionali in materia di autonomie locali sono state tratte le conclusioni e poste le questioni pubblicamente sollevate.

Le osservazioni che oggi vengono mosse sembrano quindi dimostrare che l’esposizione giuridica formulata non è stata letta con la dovuta attenzione, oppure che si preferisce rispondere con argomenti politici a questioni che riguardano il diritto.

Resta però un dato che merita di essere spiegato alla città.

Se davvero — come viene sostenuto — non esiste alcun problema giuridico, se tutto era così limpido e lineare, e se la decisione del sindaco Basile di dimettersi era stata maturata e annunciata già da mesi, per quale ragione quelle dimissioni sono state ritardate per tutto questo tempo?

È una domanda legittima.
Ed è una domanda posta nell’interesse della città, non per polemica politica.

Perché proprio il fattore tempo, in materia elettorale, non è mai un dettaglio irrilevante.

Ed è esattamente questo il punto che è stato posto: una questione quantomeno opinabile sotto il profilo giuridico, che meriterebbe un confronto serio nel merito e non una liquidazione polemica.

Va inoltre ricordato un principio molto semplice della democrazia: partecipare alle elezioni e, se necessario, far valere nelle sedi competenti eventuali questioni di legittimità non sono comportamenti contraddittori, ma strumenti pienamente previsti dall’ordinamento.

L’interesse di tutti dovrebbe essere uno soltanto: garantire la piena legittimità del processo elettorale ed evitare contenziosi che potrebbero avere conseguenze imprevedibili per la città.

Ad oggi, tuttavia, alle argomentazioni giuridiche formulate da Angelo Giorgianni continuano a essere opposte soltanto supercazzole politiche, anziché risposte nel merito delle questioni di diritto sollevate.

Va inoltre registrato un ulteriore elemento: fino a questo momento non risultano interventi o analisi critiche provenienti da giuristi che contestino nel merito le questioni giuridiche sollevate.
Si registrano invece prese di posizione politiche provenienti da soggetti direttamente interessati alla vicenda e privi di una specifica cultura giuridica, circostanza che inevitabilmente non contribuisce a chiarire il problema sul piano del diritto.

Infine, sorprende la domanda su “cosa sarebbe stato fatto in passato”.

Basterebbe documentarsi con una semplice ricerca per sapere che Angelo Giorgianni ha rappresentato per anni un simbolo della lotta alla corruzione amministrativa e alla gestione clientelare a Messina e in Sicilia, conducendo centinaia di indagini contro la criminalità organizzata e la mafia, ampiamente riportate dai mezzi di informazione.

Allo stesso modo Gaetano Sciacca, nella sua attività professionale e nel suo impegno civico e politico, ha assunto numerose iniziative a tutela della comunità e dell’interesse pubblico.

Per questa ragione, chi oggi si permette di interrogare altri su cosa abbiano fatto per la città dovrebbe prima dire ai cittadini cosa abbia fatto lui per Messina.

Diversamente, più che un confronto serio, sembra soltanto un esercizio di polemica politica privo di reale fondamento.

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