Ancora un albero abbattuto. Ancora una ferita inferta al territorio.
Questa volta è accaduto a Torre Faro, dove un esemplare arboreo è stato eliminato senza che, ad oggi, risultino chiare e pubblicamente documentate le ragioni tecniche che ne avrebbero giustificato l’abbattimento.
Non si tratta di un episodio isolato. È un fenomeno che si ripete con preoccupante frequenza e che abbiamo già definito per quello che appare un vero e proprio “albericidio”.
Un albero non è un arredo urbano sacrificabile.
È un’infrastruttura naturale che mitiga le temperature in un contesto climatico sempre più critico;
contribuisce alla qualità dell’aria; protegge il suolo e sostiene la biodiversità; rappresenta un elemento identitario del paesaggio.
Ogni abbattimento privo di trasparenza è una perdita collettiva.
Chiediamo con forza la pubblicazione immediata delle relazioni tecniche che hanno portato all’abbattimento; chiarimenti sulle eventuali condizioni di pericolo o patologie dell’albero; l’indicazione di misure compensative, a partire dalla ripiantumazione.
In assenza di questi elementi, il sospetto è che si continui a operare senza una visione, senza pianificazione e senza rispetto per il patrimonio verde.
Non è più accettabile.
Il territorio non può essere gestito per sottrazione.
Ogni albero abbattuto senza giustificazione è un passo indietro per la città, per l’ambiente e per la qualità della vita dei cittadini.
Continueremo a vigilare, denunciare e pretendere risposte.
Perché il verde urbano non è una concessione: è un diritto.







