La morte della giovane Giulia Scimone rappresenta una tragedia che impone una profonda riflessione, abbiamo volutamente aspettare il funerale prima di esternare il nostro pensiero, era il momento del dolore più prodondo, adesso incomincia l’iter della verità della giustizia.
Di fronte a eventi così drammatici è doveroso evitare conclusioni affrettate e analizzare con rigore tutti gli elementi che possono aver contribuito al verificarsi dell’incidente.
Dal punto di vista dell’ingegneria della sicurezza stradale è fondamentale distinguere tra causa dell’incidente e fattori concorrenti.
Qualora le ricostruzioni delle autorità confermassero che il conducente del ciclomotore stava effettuando un’impennata perdendo il controllo del mezzo, tale comportamento costituirebbe con ogni probabilità la causa principale dell’investimento. Un’impennata riduce infatti il controllo del veicolo, limita il campo visivo del conducente e aumenta considerevolmente il rischio di incidente.
Accanto all’accertamento delle responsabilità individuali, ritengo tuttavia legittimo interrogarsi anche sulle possibili concause legate all’infrastruttura stradale.
In particolare, è opportuno chiedersi se la configurazione della strada abbia contribuito ad aumentare il rischio o la gravità dell’evento.
Se i recenti lavori per la realizzazione della pista ciclabile hanno:
- ristretto la carreggiata;
- ridotto gli spazi laterali di sicurezza;
- modificato le traiettorie dei veicoli;
- aumentato le possibili interferenze tra pedoni, motocicli e automobili,
è corretto domandarsi se tali modifiche abbiano inciso, anche indirettamente, sul livello complessivo di sicurezza della strada.
Naturalmente, una simile valutazione può essere svolta soltanto attraverso un’analisi tecnica basata su dati oggettivi e non su semplici impressioni.
L’ingegneria dei trasporti insegna che una pista ciclabile, quando correttamente progettata e inserita nel contesto urbano, rappresenta generalmente un elemento di maggiore sicurezza per ciclisti e pedoni. Tuttavia, se viene realizzata senza una progettazione complessiva dell’intera sezione stradale, ad esempio con larghezze insufficienti, parcheggi mantenuti, assenza di efficaci misure di moderazione della velocità o limitata visibilità, può generare nuove criticità.
Per questo motivo è legittimo domandarsi se il progetto realizzato in via Circuito abbia rispettato tutti i criteri di sicurezza previsti dalla normativa e dalle buone pratiche progettuali.
Ad oggi appare evidente che:
- la carreggiata è stata ridotta;
- la presenza di veicoli parcheggiati limita ulteriormente lo spazio percepito dagli utenti della strada;
- il lungo rettilineo può favorire velocità non compatibili con un contesto urbano residenziale.
È quindi opportuno verificare se il restringimento della carreggiata sia stato accompagnato da adeguate misure di moderazione del traffico e da un complessivo miglioramento della sicurezza stradale.
Un’analisi tecnica dovrebbe prendere in esame, tra gli altri aspetti quali:
- la larghezza della carreggiata prima e dopo i lavori;
- la visibilità disponibile lungo il tratto interessato;
- la conformità del progetto alle disposizioni del Codice della Strada, del D.M. 5 novembre 2001, del D.M. 557/1999, il D.lgs. 35/2011, e D.lgs. 50/2022 e delle Linee guida ministeriali per la progettazione delle infrastrutture ciclabili;
- l’eventuale presenza di altri incidenti o situazioni di pericolo nello stesso tratto stradale.
Solo al termine di un’analisi di questo tipo sarà possibile stabilire se l’infrastruttura abbia avuto o meno un ruolo causale o concausale nell’evento.
Queste riflessioni non intendono in alcun modo anticipare le conclusioni delle indagini né attenuare eventuali responsabilità personali. Vogliono rappresentare un contributo costruttivo affinché, partendo anche da una tragedia così dolorosa, si possa avviare una seria verifica tecnica delle condizioni di sicurezza della strada, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di simili drammi e tutelare la vita di tutti gli utenti della strada.
In definitiva ritengo che il Comune dovrebbe richiedere un valutazione tecnica indipendente e sistematica a esperti del settore quali ingegneri dei trasporti, esperti in sicurezza stradale, tecnici che non hanno partecipato alla progettazione dell’opera, così da garantire imparzialità con l’obiettivo di individuare eventuali criticità che possono aumentare il rischio di incidenti. Non per individuare responsabilità, che spettano alla magistratura, ma per verificare se la nuova configurazione della strada presenti criticità e se possano essere adottati ulteriori interventi per migliorare la sicurezza di pedoni, ciclisti e automobilisti.





